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sabato 18 giugno 2011

Appello per assemblea contro il PISQ

Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia

A distanza di più di un mese dall’ordinanza di sequestro preventivo dell’area terrestre del Poligono Interforze del Salto di Quirra, l’istituzione da parte della Regione Sardegna dell’unità di crisi, lo svolgimento di due tavoli tecnici tra amministratori locali ed associazioni di categoria,

la situazione é gravissima:
· si ordina a contadini ed allevatori di abbandonare un territorio senza dare loro alternative su dove andare, dove portare il bestiame e senza sapere per quanto tempo saranno allontanati dalle loro aziende;
· alla perdita economica legata alla sospensione delle attività agropastorali la Regione Sardegna risponde con una elemosina, ne’ appare realistico che qualche altro ente possa risarcire adeguatamente;
· le attività militari ed industriali del Poligono continuano, caricando così ancor più di veleni un territorio già saturo!

Mentre la consapevolezza dell’enormità dei rischi legati alle attività militari é sempre più forte nell’intera popolazione della zona, mentre le ricadute sanitarie ed economiche si abbattono pesantissime sulle comunità, la risposta é ancora una volta preservare il Poligono e colpire i civili!

Chi pensa che l’attuale situazione sia reversibile solo mettendo a tacere magistratura e giornalisti non ha compreso la gravità del problema!

Il 20 luglio scade il periodo concesso agli allevatori per abbandonare le loro aziende e spostare 9000 capi di bestiame: è venuto il momento di dire se si debba decretare che l’area diventi “zona di sacrificio nazionale”, destinata alla devastazione militare ed industriale, dalla quale allontanare gradualmente tutte le attività civili, oppure se si vuole far rifiorire il territorio e chiudere la base.

É necessaria una mobilitazione popolare che, nel rivendicare la tutela della salute e dell’ambiente e la salvaguardia delle attività agropastorali, pretenda l’immediata cessazione delle attività del Poligono e la bonifica dell’area!

PER LO SMANTELLAMENTO DEL PISQ: PACE E BONIFICA

chiediamo alla popolazione interessata di partecipare alla
assemblea pubblica
domenica 19 giugno · ore 19
Piazza Marconi · Villaputzu
aderiscono diverse realtà territoriali in difesa della salute e dell’ambiente

info e contatti: 340 3543499 · http://smantellamentopisq.blogspot.com/

venerdì 17 giugno 2011

NORADAR ad Arbus - foto



Comunicato stampa Puglia


Comitato antiradar e Associazioni Puglia

Comunicato Stampa
Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce accoglie la domanda cautelare di Legambiente Onlus e, per l'effetto, sospende il parere della Soprintendenza e gli atti conseguenti relativi all’installazione del radar della Guardia di Finanza a Gagliano del Capo.
A distanza di venti giorni, dopo che un decreto del 27 maggio a firma del presidente della Prima sezione, dott. Antonio Cavallari, aveva già sospeso i lavori di installazione del radar costiero di profondità in attesa di discutere all’udienza del 15 giugno, il Tar di Lecce sospende nuovamente i lavori di installazione dell’ “ecomostro” in località “Sciuranti” di Gagliano del Capo, confermando quanto già deciso.
Il provvedimento, a firma del Presidente Cavallari e dei giudici Dibello e Lattanzi, giunge dopo la Camera di Consiglio del 15 giugno scorso in cui gli avvocati Mario Tagliaferro ed Anna Baglivo, curatori del ricorso per conto di Legambiente Onlus, avevano esposto le ragioni che inficiano la legittimità di tutto il procedimento di autorizzazione, contrariamente a quanto sostenuto dalle Amministrazioni statali e dalla società appaltatrice Almaviva S.p.A., controparti rappresentate rispettivamente dall’Avvocato dello Stato Simona Libertini e dal prof. Ernesto Sticchi Damiani.
In particolare, i giudici amministrativi hanno censurato il parere, obbligatorio e vincolante, rilasciato dalla Soprintendenza di Lecce che, come si legge nelle motivazioni dell’ordinanza, «non è stato reso a tutela dell’interesse paesaggistico ma delle esigenze della difesa nazionale cioè di un interesse che non poteva, per assenza delle necessarie cognizioni, e non doveva essere valutato da quell’Autorità».
Infatti, come si evince dal ricorso dei legali Tagliaferro e Baglivo, la Soprintendenza di Lecce pur avendo giudicato «il contesto interessato di notevole valore paesistico costituito da macchie verdi ed essenze locali e per la presenza inoltre di antichi resti preistorici, monumentali e dei caratteristici trulli, che formano un quadro panoramico di eccezionale importanza nonché un complesso di immobili avente valore estetico e tradizionale», faceva ugualmente pervenire parere favorevole «in via del tutto eccezionale tenuto conto degli interessi della difesa nazionale».
Tale vizio di motivazione non è sfuggito al Collegio Giudicante secondo cui «ciò invalida il parere reso dalla Soprintendenza, il successivo nulla osta comunale e gli atti conseguenti».
Il comitato antiradar e le associazioni accolgono con favore l’ordinanza che – afferma il Presidente del Circolo Legambiente “Capo di Leuca”, Valerio Ferilli - «dopo mesi di forte preoccupazione espressa con sit-in sul sito di installazione e manifestazioni, permette di rasserenare i cittadini del Capo di Leuca, fortemente preoccupati dal pericolo di una grave ferita al loro territorio».
Grossa soddisfazione, ma anche prudenza è espressa dagli avvocati Mario Tagliaferro ed Anna Baglivo, secondo cui «il risultato ottenuto ci fa ben sperare in un esito positivo della vicenda, ad ogni modo preferiamo essere prudenti in attesa della pronuncia nel merito del prossimo ottobre».
La notizia della sospensiva fa ben sperare anche i comitati sorti in Sardegna (Fluminimaggiore, S. Antioco, Tresnuraghes e Sassari) ed in Sicilia (Plemmirio) con cui si collabora fattivamente al fine di costituire un Comitato Nazionale Antiradar, che intravedono nella decisione del Tar leccese un possibile precedente che alimenta la speranza di preservare territori incontaminati di pari bellezza e fascino.


NOTAV - Raffica di avvisi di garanzia (65) perquisiti Askatasuna e casa Perino

La polizia si è presentata stamani a casa di Alberto Perino, leader del movimento che si batte contro la Torino-Lione. Contemporaneamente ci sono state altre perquisizioni a casa di altri quattro esponenti e il centro sociale "Askatasuna"


 Sessantacinque avvisi di garanzia. Si riassume in questo numero l'offensiva delle forze dell'ordine nei confronti del movimento "No tav" che ostacola l'apertura del cantiere in Val di Susa. Li ha emessi la procura di Torino, ipotizzando reati diversi (istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata), per episodi che spaziano dal gennaio 2010 (autoporto di Susa) al 23 maggio scorso quando gli operai che tentavano di recintare l'area di Chiomonte destinata alla galleria ferroviaria vennero colpiti con sassi.

La notte di Chiomonte

La Digos ha compiuto stamani anche una serie di perquisizioni: dal centro sociale di Torino "Askatasuna" alla casa di Alberto Perino, il portavoce del movimento "No Tav" a Condove. Oltre a Perino, 65 anni, sono state perquisite le case di Giorgio Rossetto, 49 anni, Brando Ratti, 20 anni, Lorenzo Carieri, 25 anni e Damiano Piccione, 30 anni. "Ce l'aspettavamo - ha detto l'avvocato Danilo Ghia, legale di Perino - dopo avere ricevuto due informazioni di garanzia per le vicende del blocco dei carotaggi all'autoporto di Susa e della violazione dei sigilli alla Maddalena".

"E' stato un altro autogol perchè hanno fatto arrabbiare la gente, che da oggi sarà ancora più determinata. Ci hanno fatto un favore". Così Perino ha commentato la perquisizione. "Mi hanno portato via soltanto un' agenda su cui tenevo appuntati le spese del supermercato, gli appuntamenti dal medico e le volte che sono stato al presidio della Maddalena. Quando sono arrivati i poliziotti mi hanno detto che dovevano sequestrare tutto il materiale relativo ai No Tav e così ho mostrato loro un'intera stanza, visto che sono oltre 20 anni che mi occupo di questa battaglia. Ma alla fine si sono accontentati della sola agenda". Perino ha poi concluso con una battuta: "Se mi mettono agli arresti domiciliari vorrà dire che ridarò il bianco in casa".

Le forze dell'ordine si sono presentate al Centro sociale Askatasuna di Torino, che sostiene la battaglia del Movimento "No Tav". C'è chi vede nella mossa il preludio all'operazione che dovrà consentire agli operai delle ditte incaricate di avviare i lavori di recinzione dell'area di Chiomonte dove dovrà essere scavato il tunnel geognostico, propedeutico alla galleria internazionale di quasi 60 chilometri.

mercoledì 15 giugno 2011

Radar della Finanza, la Regione sapeva tutto! Non solo: a Sant’Antioco ha concesso alle Fiamme Gialle un’area militare dismessa dallo Stato! Ecco la delibera!


Pubblicato il14 giugno 2011 da
25

Vi sembra normale che la Regione Sardegna, dopo aver ricevuto dallo Stato un’area in cui insistevano delle servitù militari, la restituisca ai militari perché ci costruiscano nuovamente una servitù militare?? Vi sembra normale? A me no. Ma al Presidente della Regione Ugo Cappellacci evidentemente sì.
Basta leggere la delibera 36/22 approvata dalla Giunta lo scorso 4 novembre, con la quale l’esecutivo concede alla Guardia di Finanza una porzione di un immobile a Capo Sperone “al fine di installare una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera a mare”.
Proprio così, avete capito bene: stiamo parlando di uno di quei radar della Finanza contestati dalle comunità locali. La Regione era a conoscenza del progetto ma si è ben guardata dal chiedere un parere ai comuni di Sant’Antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes e Sassari, lungo le cui coste le Fiamme Gialle vorrebbero realizzare questi radar.
La Regione non solo sapeva e ha taciuto, ma nel caso di Sant’Antioco pure ha concesso ai militari un’area che lo Stato le aveva ridato dopo averla dismessa dagli usi militari. Incredibile.
“L’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica riferisce che il Reparto Tecnico Logistico Amministrativo Sardegna – Ufficio Logistico – Sezione Telematica del Comando della Guardia di Finanza di Cagliari, con nota prot. n. 0166013 del 29 settembre 2010, ha avanzato richiesta all’Amministrazione regionale tesa ad ottenere la disponibilità di una porzione dell’area dell’immobile denominato “ex semaforo”, in Sant’Antioco, località Capo Sperone – Su Monti de su Semaforu, identificato nel nuovo catasto terreni al foglio 37 mapp. 98 e/o il mapp. 39 sub d, di circa 200 mq, al fine di installare una rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera ed a mare”.
“L’Assessore prosegue ricordando che il compendio immobiliare è compreso nell’allegato B del protocollo d’intesa del 7 marzo 2008, tra i “beni non utilizzati per finalità statali da consegnare e trasferire immediatamente alla Regione Autonoma della Sardegna”. Con verbali prot. n. 9065/08, n. 9066/08 e n. 9067/08 del 25.6.2008, gli immobili sono stati consegnati dall’Agenzia del Demanio, nella disponibilità dell’amministrazione regionale, in attuazione del citato protocollo d’intesa del 7.3.2008”.
Poi, il colpo di scena:
“rilevato che l’opera riveste preminente interesse per la sicurezza dello Stato, propone la concessione in comodato di una porzione dell’area dell’immobile denominato “ex semaforo”, in Sant’Antioco, località Capo Sperone”.
E chi ha rilevato che l’opera “riveste preminente interesse per la sicurezza dello Stato”? Chi lo ha deciso?
Però la Giunta Cappellacci si distingue come sempre per l’attenzione all’ambiente:
“Trattandosi di interventi da realizzarsi, in ambito vincolato dal punto di vista paesaggistico, resta inteso che dovranno essere acquisite tutte le autorizzazioni e permessi di legge prescritti per tali aree; nella realizzazione delle infrastrutture dovranno essere adottate tutte le attività ed opere di mitigazione d’impatto paesaggistico e ambientale. L’ente beneficiario dovrà assicurare, inoltre, il ripristino dello stato dei luoghi al termine della concessione”.
Da settimane numerosi cittadini stanno presidiando giorno e notte le aree in cui i militari vorrebbero realizzare i loro radar. E domani, mercoledì 15 giugno ci sarà a Villa Devoto a Cagliari un sit in dei comitati NoRadar e un incontro tra il Presidente della giunta regionale e i sindaci dei comuni interessati. Cosa dirà Cappellacci? Che non ne sapeva niente?
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento:
http://noradarcaposperone.blogspot.com/

martedì 14 giugno 2011

Arbus - consiglio comunale

"Il 17 Giugno è convocato ad Arbus un consiglio comunale in seduta straordinaria. Dalle 17, si discuterà su un unico punto all'ordine del giorno:

"Pronunciamento del Consiglio Comunale sull'ipotesi di installazione di ulteriori sistemi radar nel territorio comunale."

Quella che si pensava fosse solo una voce, sta diventando purtroppo una realtà. La strenua resistenza dei comitati no radar, che hanno reso impossibile l'installazione dei radar di profondità nei punti originari, sta costringendo il Ministero della difesa a ripiegare su zone già militarizzate, nella speranza di incontrare meno ostacoli.

Ci risiamo. I governanti di turno ci rassicurano, ci dicono che verranno fatti tutti gli esami del caso, ci dicono perfino che "lotteranno" per diminuire le servitù militari. Ma la realtà è un'altra, visto che si va ad accentuare la presenza di sistemi di distruzione e controllo.

Dobbiamo dire basta, prendere esempio dai comitati no radar, dal loro impegno per tutti ed essere presenti con le parole e con i fatti, per impedire quest'ulteriore abuso ai danni della nostra terra.
Per iniziare, tutti ad Arbus, il 17 alle 17, per far in modo che l'amministrazione comunale esprima un secco e perentorio no a questa ipotesi."

Chiedono la nostra presenza e, se ci daranno la parola, magari anche qualche testimonianza! ! !

No radar, né qui né altrove!!!

lunedì 13 giugno 2011

Riunione sindaci-cappellacci

Mercoledì 15 giugno ore 10.30 sit in dei comitati NORADAR presso Villa Devoto a Cagliari in via Oslavia, traversa di viale Merello, in occasione dell'incontro tra il presidente della giunta regionale e i sindaci dei comuni interessati
a seguire
assemblea tra i comitati presso la sede dell'USB in via La Maddalena n°20, pressi piazza del Carmine, sempre a Cagliari