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venerdì 6 maggio 2011
L'ARTICOLO DI IERI SULL'UNIONE SARDA, CHE PER LA PRIMA VOLTA HA OTTENUTO LA PRIMA PAGINA DEL GIORNALE, NON CHE QUESTO SIA CHISSA' QUALE RISULTATO, MA SOLO LA DIMOSTRAZIONE CHE SE CI SI MUOVE SI MUOVONO ANCHE LE ACQUE
Prima PaginaFluminimaggiore.Altri tre a S. Antioco, Tresnuraghes e StintinoPortixeddu, un radar sulla scoglieraGiovedì 05 maggio 2011 R uspe in azione a Cuccuru Arrubiu, località costiera fra Portixeddu e Capo Pecora, in comune di Fluminimaggiore: sono cominciati i lavori per l'installazione di un radar della Guardia di Finanza, uno dei quattro che saranno installati lungo la costa ovest dell'Isola. MATTA A PAGINA 31 Fluminimaggiore.Impianto della Guardia di finanzaRadar a Portixeddu: si scavaGiovedì 05 maggio 2011 Il radar, secondo il Comando regionale delle Fiamme Gialle, è di fabbricazione israeliana e ha un'altezza non superiore ai 4 metri e una potenza pari a 50 watt, «inferiore ai limiti di legge e senza pericolo di inquinamento delle onde elettromagnetiche». L'impianto servirà per controllare i traffici commerciali lungo le coste e soprattutto, per controllare i flussi migratori dal Nord Africa. L'intervento rientra in un progetto finanziato dalla Unione europea e che vede in Italia coinvolti ben 17 comuni costieri, tra cui quattro in Sardegna: Fluminimaggiore, Sant'Antioco (dove la progettata installazione a Su Semafuru ha causato manifestazioni di protesta), Tresnuraghes e Stintino. A Flumini, la notizia dell'installazione di un radar militare di profondità a Capo Pecora è stata accolta con sorpresa. La popolazione era convinta che il grosso escavatore che nei giorni scorsi ha eseguito lo sbancamento del terreno stesse iniziando con i lavori per la sistemazione delle strade di penetrazione agraria della zona. Per questo nessuno, sinora, ha sollevato polemiche al riguardo. (fe. ma.) |
giovedì 5 maggio 2011
SIT-IN AL CANTIERE DI FLUMINIMAGGIORE
IERI POMERIGGIO E' STATO FATTO UN SIT-IN AL CANTIERE DI FLUMINIMAGGIORE DOVE DOVREBBE SORGERE IL RADAR MILITARE.
LA PARTECIPAZIONE E' STATA BUONA.
DA Lì A POCO E' NATO IL COMITATO NO RADAR FLUMINIMAGGIORE CHE HA INDETTO UN ASSEMBLEA PUBBLICA PER SABATO 7 MAGGIO ALLE 17 E 30 IN VIA ASQUER AL CENTRO CULTURALE A FLUMINIMAGGIORE.
PARTECIPIAMO NUMEROSI PERCHE' E' NECESSARIO ORGANIZZARSI PER OPPORSI ORA ALLA COSTRUZIONE DEI RADAR.
LA PARTECIPAZIONE E' STATA BUONA.
DA Lì A POCO E' NATO IL COMITATO NO RADAR FLUMINIMAGGIORE CHE HA INDETTO UN ASSEMBLEA PUBBLICA PER SABATO 7 MAGGIO ALLE 17 E 30 IN VIA ASQUER AL CENTRO CULTURALE A FLUMINIMAGGIORE.
PARTECIPIAMO NUMEROSI PERCHE' E' NECESSARIO ORGANIZZARSI PER OPPORSI ORA ALLA COSTRUZIONE DEI RADAR.
mercoledì 4 maggio 2011
La mobilitazione si allarga
- Ambiente e territorio : Mobilitazione No Radar, la protesta si estende a tutta la Provincia 04.05.2011
SANT’ANTIOCO. Il comitato No Radar si va estendendo a tutta la Sardegna, il comitato cittadino ha preso contatti con rappresentanti degli altri comuni interessati alla installazione del radar, Stintino, Tresnuraghes, Fluminimaggiore, nei pressi di Capo Pecora, e si cerca di capire se l’installazione all’Asinara, nel territorio di Portotorres sia stata solo temporaneamente bloccata o se sia abbandonata del tutto. «Abbiamo inviato una serie di richieste - dice Graziano Bullegas, segretario regionale di Italia Nostra - per capire quali e quanti siano i comuni interessati alla installazione del radar. Quello che ci preoccupa maggiormente è che per il posizionamento delle macchine siano state individuate, non si sa a cura di chi, delle aree particolarmente delicate dal punto di vista ambientale: Siti di Interesse Comunitario o Zone di Protezione Speciale o ancora siti di particolare interesse dal punto di vista storico e culturale. Crediamo che i radar, dei quali vanno accertati compiutamente gli effetti sulle persone e all’ambiente, e l’aver proceduto senza la dovuta pubblicizzazione della iniziativa rende il tutto quanto meno sospetto, vadano in senso contrario agli scopi che si prefiggeva la Comunità Europea quando ha individuato la Rete Natura 2000 per la salvaguardia della Biodiversità». Nei prossimi giorni dovrebbe essere indetta l’assemblea regionale dei diversi comitati comunali. La rete di osservazione con i radar di fabbricazione israeliana, dovrebbe costituire la nuova barriera frontaliera della Comunità Europea. L’abbattimento delle frontiere tra stati deciso con il protocollo di Schengen obbliga la Comunità ad intensificare il controllo ai confini naturali e l’Italia con i suoi 8000 chilometri di coste e la Sardegna, che ne conta circa 2000, sono territori particolarmente delicati sotto questo punto di vista. Il mare consente un passaggio agevole non solo alle persone ma anche a tante merci di varia natura ed il controllo dei traffici riguarda diverse questioni, non solo di natura doganale ma anche sanitaria e persino ambientale.
LA NUOVA SARDEGNA
SANT’ANTIOCO. Il comitato No Radar si va estendendo a tutta la Sardegna, il comitato cittadino ha preso contatti con rappresentanti degli altri comuni interessati alla installazione del radar, Stintino, Tresnuraghes, Fluminimaggiore, nei pressi di Capo Pecora, e si cerca di capire se l’installazione all’Asinara, nel territorio di Portotorres sia stata solo temporaneamente bloccata o se sia abbandonata del tutto. «Abbiamo inviato una serie di richieste - dice Graziano Bullegas, segretario regionale di Italia Nostra - per capire quali e quanti siano i comuni interessati alla installazione del radar. Quello che ci preoccupa maggiormente è che per il posizionamento delle macchine siano state individuate, non si sa a cura di chi, delle aree particolarmente delicate dal punto di vista ambientale: Siti di Interesse Comunitario o Zone di Protezione Speciale o ancora siti di particolare interesse dal punto di vista storico e culturale. Crediamo che i radar, dei quali vanno accertati compiutamente gli effetti sulle persone e all’ambiente, e l’aver proceduto senza la dovuta pubblicizzazione della iniziativa rende il tutto quanto meno sospetto, vadano in senso contrario agli scopi che si prefiggeva la Comunità Europea quando ha individuato la Rete Natura 2000 per la salvaguardia della Biodiversità». Nei prossimi giorni dovrebbe essere indetta l’assemblea regionale dei diversi comitati comunali. La rete di osservazione con i radar di fabbricazione israeliana, dovrebbe costituire la nuova barriera frontaliera della Comunità Europea. L’abbattimento delle frontiere tra stati deciso con il protocollo di Schengen obbliga la Comunità ad intensificare il controllo ai confini naturali e l’Italia con i suoi 8000 chilometri di coste e la Sardegna, che ne conta circa 2000, sono territori particolarmente delicati sotto questo punto di vista. Il mare consente un passaggio agevole non solo alle persone ma anche a tante merci di varia natura ed il controllo dei traffici riguarda diverse questioni, non solo di natura doganale ma anche sanitaria e persino ambientale.
LA NUOVA SARDEGNA
martedì 3 maggio 2011
Sant'Antioco «Forse reperti a Capo Sperone»
Potrebbe arrivare dall'antichità lo stop per la costruzione del radar anti-immigranti. Sotto e intorno al monumento identitario dell'ex semaforo di Capo Sperone, a Sant'Antioco, potrebbero esserci reperti nuragici. Sono tante le segnalazioni che recentemente sono giunte all'ufficio cittadino della Soprintendenza archeologica. «Non ci è mai risultato - precisa il direttore dell'ufficio Franco Mereu - che nel sito potessero esserci reperti nuragici ma dopo le segnalazioni di questi ultimi giorni faremo delle ricerche più approfondite».
Segnalazioni sono giunte anche in Comune. «Vorremo saperne di più anche noi», dice il capogruppo di maggioranza Gianni Camilleri.
Un'eventualità che, se confermata, potrebbe imporre lo stop alla costruzione del radar della Finanza.
da L'Unione Sarda
domenica 1 maggio 2011
Radar a Fluminimaggiore
A Fluminimaggiore, tra Portixeddu e Capo Pecora, sono cominciati i lavori di sbancamento per l'installazione di uno dei 5 radar. Hanno già realizzato la strada e spianato la sommità del promontorio.
Le opere sono cominciate il 24 marzo e dovrebbero terminare il 30 maggio 2011.
Così come a Sant'Antioco, la popolazione fino ad oggi non sembrava esserne a conoscenza.
Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori aggiornamenti.
Le opere sono cominciate il 24 marzo e dovrebbero terminare il 30 maggio 2011.
Così come a Sant'Antioco, la popolazione fino ad oggi non sembrava esserne a conoscenza.
Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori aggiornamenti.
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